CFO Hub
CalcolatoriBlogPrezzi

Blog Rating e rapporto con la banca

Leasing o mutuo? Come scegliere per un investimento

27 luglio 2026

Scritto da Sonia Milan · Revisione di Daniele Chiari, CFO

Davanti a un macchinario nuovo, la domanda arriva sempre: leasing o mutuo? Le due strade portano allo stesso posto (il bene entra in azienda e si paga a rate) ma passano da percorsi diversi quanto a proprietà, garanzie, effetto sul bilancio e trattamento fiscale. La scelta giusta non è la stessa per tutti: dipende dal tipo di bene, dalla struttura finanziaria dell'azienda e da quanto conta, in quel momento, l'immagine che il bilancio dà alla banca.

La differenza di fondo: chi possiede il bene

Col mutuo l'azienda compra il bene ed è proprietaria dal primo giorno: il bene entra nell'attivo, il debito nel passivo, e la banca eventualmente chiede garanzie (ipoteca, pegno, fideiussioni). Col leasing finanziario la proprietà resta della società di leasing fino al riscatto: il bene stesso è la garanzia dell'operazione, e per questo il leasing richiede spesso garanzie accessorie più leggere, soprattutto su beni standard e facilmente ricollocabili. Per un'azienda con poche garanzie da offrire, è una differenza che decide se l'investimento si fa o no.

L'effetto su bilancio e indici

Nei bilanci redatti secondo le regole civilistiche italiane il leasing si contabilizza con il metodo patrimoniale: i canoni sono un costo di esercizio, mentre bene e debito residuo non compaiono nello stato patrimoniale: l'informativa sta in nota integrativa (art. 2427, comma 1, n. 22, del codice civile). I conti d'ordine in calce allo stato patrimoniale sono stati eliminati dal D.Lgs. 139/2015 a partire dai bilanci 2016. Il mutuo invece iscrive entrambi. Conseguenza pratica: a parità di operazione, il leasing lascia il totale attivo e la posizione finanziaria netta apparentemente più bassi, e quindi la leva finanziaria migliore. Sul rapporto PFN/EBITDA l'effetto è meno lineare di quanto si dica: il canone di leasing è un costo per godimento di beni di terzi e abbassa anche l'EBITDA, mentre la rata del mutuo no. Il rapporto di solito migliora comunque, ma va ricalcolato caso per caso. Un dettaglio da conoscere ma da non sopravvalutare: banche e analisti riclassificano i leasing per confrontare le aziende su basi omogenee, e la nota integrativa espone i dati necessari a farlo.

Deducibilità e durata minima fiscale

Comprando col mutuo, il costo del bene si deduce con l'ammortamento secondo i coefficienti ministeriali (ridotti alla metà nel primo esercizio), e gli interessi passivi seguono le proprie regole di deducibilità. Col leasing si deducono i canoni, ma con un vincolo temporale autonomo rispetto alla durata del contratto: per i beni mobili la deduzione non può avvenire in un periodo inferiore alla metà del periodo di ammortamento ordinario, per gli immobili il riferimento è di dodici anni, per le autovetture l'intero periodo di ammortamento (art. 102, comma 7, del TUIR). Anche stipulando un leasing più breve, insomma, la deduzione si spalma sul periodo minimo di legge: il vantaggio fiscale del leasing sta nel fatto che quel minimo è in genere più corto dell'ammortamento ordinario, non nella libertà di dedurre quando si vuole.

AspettoMutuoLeasing finanziario
Proprietà del beneDell'azienda dal primo giornoDella società di leasing fino al riscatto
Garanzie richiesteSpesso ipoteca, pegno o fideiussioniIl bene stesso garantisce: accessorie più leggere
In bilancio (regole italiane)Bene nell'attivo, debito nel passivoCanoni a costo; bene e debito fuori dallo stato patrimoniale
DeduzioneAmmortamento del bene e interessiCanoni, sul periodo minimo di legge
Uscita inizialeEventuale quota non finanziataMaxicanone iniziale, di norma più alto

La domanda che viene prima di tutte non è fiscale ma di cassa: la rata (o il canone) è sostenibile dal flusso che quell'investimento genera? Un leasing con maxicanone alto pesa subito, un mutuo lungo pesa a lungo. Prima di firmare, l'operazione va simulata dentro la previsione di cassa, per vedere l'effetto su saldo, fidi e DSCR nei mesi veri.

Quando conviene l'uno, quando l'altro

  • Leasing: beni strumentali standard e ricollocabili, aziende con poche garanzie disponibili, esigenza di deduzione più rapida, volontà di non appesantire l'attivo.
  • Mutuo: quando serve la proprietà immediata (contributi che la richiedono, beni da modificare o rivendere), quando il tasso spuntato è nettamente migliore, quando l'azienda ha garanzie e vuole tenere il bene a bilancio.
  • In entrambi i casi: confronta il costo TOTALE (canoni o rate, spese, maxicanone, riscatto, assicurazioni obbligatorie), non il tasso nominale, e verifica se l'operazione è compatibile con i covenant in essere.
  • Se l'investimento accede a un'agevolazione, verifica prima quale forma tecnica è ammessa: alcune misure hanno regole specifiche su leasing e riscatto.
Fai il conto sui tuoi numeri, gratis.Verifica se il debito è sostenibile

Qualunque forma tecnica tu scelga, la rata entra nel servizio del debito: il numero che dice se è sostenibile è il DSCR. DSCR sotto 1: cosa significa e cosa fare

Domande frequenti

Conviene più il leasing o il mutuo per acquistare un macchinario?

Dipende da tre fattori: le garanzie disponibili (il leasing ne chiede in genere meno perché il bene resta di proprietà del concedente), l'orizzonte di deduzione (i canoni si deducono sul periodo minimo di legge, di norma più corto dell'ammortamento ordinario) e la sostenibilità di cassa della rata. Il confronto va fatto sul costo totale dell'operazione, non sul tasso.

Il leasing appare nel bilancio dell'azienda?

Con le regole civilistiche italiane si usa il metodo patrimoniale: i canoni sono costi di esercizio, mentre il bene e il debito residuo non compaiono nello stato patrimoniale ma in nota integrativa (art. 2427, comma 1, n. 22, del codice civile). Per questo il leasing lascia PFN e totale attivo apparentemente più bassi; banche e analisti però riclassificano per confrontare le aziende su basi omogenee.

Qual è la durata minima fiscale di un leasing?

Per i beni mobili la deduzione dei canoni non può avvenire in un periodo inferiore alla metà del periodo di ammortamento ordinario; per gli immobili il riferimento è di dodici anni; per le autovetture l'intero periodo di ammortamento (art. 102, comma 7, TUIR). Il vincolo vale a prescindere dalla durata contrattuale: un leasing più breve non accelera la deduzione.

Il leasing migliora gli indici di bilancio?

In apparenza sì, perché con il metodo patrimoniale il debito residuo non compare nello stato patrimoniale e indici come PFN/EBITDA e leva risultano migliori. È però un effetto contabile, non sostanziale: gli analisti riclassificano i contratti di leasing quando valutano il merito di credito.

Con il leasing servono meno garanzie?

Di norma sì: la proprietà del bene resta al concedente e funziona già come garanzia, quindi le garanzie accessorie richieste tendono a essere più leggere, soprattutto su beni standard con buon valore di realizzo. È uno dei motivi per cui il leasing è spesso l'unica strada praticabile per aziende con poche garanzie da offrire.

Come faccio a sapere se posso permettermi la rata?

Simulando l'operazione nella previsione di cassa: la rata o il canone entrano tra le uscite dei mesi futuri, e si guarda l'effetto su saldo, utilizzo dei fidi e DSCR prospettico. Se l'investimento genera flussi, vanno inseriti anch'essi: la domanda giusta è se il flusso netto dell'operazione copre il servizio del debito che la finanzia.

Fonti

  • Art. 102, comma 7, TUIR (deduzione dei canoni di leasing)
  • OIC 12 e schemi civilistici di bilancio (metodo patrimoniale)

Contenuto rivisto da Daniele Chiari, CFO.

Continua a leggere