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Acconti IRES e IRAP: come si calcolano

27 luglio 2026

Scritto da Sonia Milan · Revisione di Daniele Chiari, CFO

Gli acconti IRES e IRAP sono tra le uscite più prevedibili dell'anno, eppure ogni anno mettono in difficoltà la cassa di qualche PMI: perché arrivano in due rate sbilanciate, perché l'anno di boom si paga due volte, e perché la scelta tra metodo storico e previsionale viene fatta di fretta a novembre. Qui trovi le regole, le scadenze (anche per gli esercizi non solari) e la logica per scegliere il metodo con la testa del CFO, insieme al commercialista.

La regola base: il metodo storico

Il metodo storico è il default: l'acconto per l'anno in corso è pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente (come risulta dalla dichiarazione), al netto di detrazioni, crediti e ritenute. Se l'IRES dell'anno scorso è stata 50.000 euro, l'acconto di quest'anno è 50.000 euro. È il metodo sicuro: seguendo lo storico non si incorre in sanzioni, qualunque cosa faccia il risultato dell'anno in corso. Per l'IRES l'acconto non è dovuto se l'imposta dell'anno precedente non supera 20,66 euro.

Le due rate: 40/60, oppure 50/50 per i soggetti ISA

Soggetto1ª rata2ª rata
Ordinario (fuori ISA)40% dell'acconto, insieme al saldo60% dell'acconto
Soggetto ISA (e soci di società ISA)50% dell'acconto, insieme al saldo50% dell'acconto

Le date, per chi ha l'esercizio solare: prima rata con il saldo (30 giugno, o entro i 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40%), seconda rata entro il 30 novembre. Attenzione a verificare se la società è davvero soggetto ISA: gli ISA non si applicano a chi dichiara ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, quindi molte SRL di dimensione media ne restano fuori e restano al termine ordinario, con acconti 40/60 e non 50/50. Per i soggetti ISA il legislatore dispone quasi ogni anno un differimento di questo termine (nel 2026 al 20 luglio, con l'ulteriore finestra al 20 agosto pagando una maggiorazione dello 0,80%). La regola strutturale resta quella dell'art. 17 del DPR 435/2001, ma la data operativa dell'anno in corso va sempre confermata con il commercialista. La regola generale, che vale anche per gli esercizi a cavallo, è: prima rata entro l'ultimo giorno del 6° mese successivo alla chiusura, seconda entro l'ultimo giorno dell'11° mese del periodo d'imposta. Una società con esercizio al 30 giugno paga quindi la prima rata a dicembre e la seconda a maggio.

Il metodo previsionale: quando conviene e cosa si rischia

Se prevedi che l'imposta dell'anno in corso sarà PIU' BASSA di quella dell'anno scorso (un anno eccezionale che non si ripete, un calo di commesse, investimenti che abbattono l'imponibile), puoi calcolare l'acconto sulla stima invece che sullo storico, e versare meno. Il rischio è simmetrico: se la stima si rivela troppo ottimista e versi meno del dovuto, scattano le sanzioni per insufficiente versamento (rimediabili col ravvedimento operoso, ma con un costo). Due accorgimenti da CFO: la stima va fatta con un forecast serio, non a sensazione; e la scelta può essere fatta separatamente per IRES e IRAP, se le due imposte hanno andamenti diversi.

L'errore classico è di cassa, non di calcolo: l'anno record si paga due volte. Nell'anno successivo a un risultato eccezionale versi il saldo alto E gli acconti alti calcolati su quel risultato, proprio mentre magari il business torna normale. Chi pianifica la cassa lo sa a gennaio, non lo scopre a novembre.

Gli errori più comuni

  • Scoprire gli acconti a novembre: sono note da mesi (importo storico e date): vanno messe nel forecast di cassa da subito.
  • Usare il previsionale per tirare il fiato senza una stima solida: se l'anno chiude meglio del previsto, il risparmio di oggi diventa sanzione domani.
  • Dimenticare che la ripartizione ISA è 50/50: chi applica il 40/60 da soggetto ISA versa una prima rata troppo bassa.
  • Per gli esercizi non solari, copiare le date dei solari: le scadenze seguono la chiusura dell'esercizio, non l'anno civile.
  • Trattare acconti e saldo come un tema solo fiscale: sono soprattutto un tema di tesoreria, e la scelta del metodo è una decisione finanziaria.

Gli acconti sono due date di un calendario più lungo: ecco tutte le scadenze fiscali e societarie dell'anno di una PMI: Scadenze fiscali e societarie PMI: il calendario dell'anno

Domande frequenti

Come si calcola l'acconto IRES con il metodo storico?

È pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente, al netto di detrazioni, crediti e ritenute, come risulta dalla dichiarazione. Si versa in due rate: 40% con il saldo e 60% entro l'11° mese del periodo d'imposta (50/50 per i soggetti ISA). Non è dovuto se l'imposta precedente non supera 20,66 euro.

Quando si versano gli acconti IRES e IRAP?

Prima rata insieme al saldo, entro l'ultimo giorno del 6° mese successivo alla chiusura dell'esercizio (30 giugno per i solari, con la finestra dei 30 giorni a +0,40%); seconda rata entro l'ultimo giorno dell'11° mese del periodo d'imposta (30 novembre per i solari). Per gli esercizi a cavallo le date seguono la chiusura. Per i soggetti ISA il primo termine è quasi ogni anno differito per legge: nel 2026 al 20 luglio.

Che differenza c'è tra metodo storico e previsionale?

Lo storico calcola l'acconto sull'imposta dell'anno precedente: è il default e non espone a sanzioni. Il previsionale lo calcola sulla stima dell'imposta dell'anno in corso: fa versare meno quando l'anno va peggio, ma se la stima è troppo bassa scattano le sanzioni per insufficiente versamento.

Posso usare il previsionale solo per l'IRAP e lo storico per l'IRES?

Sì: la scelta del metodo può essere fatta separatamente per ciascuna imposta. Ha senso quando le due basi imponibili hanno andamenti diversi (es. IRAP stabile e IRES in calo).

Cosa succede se l'acconto previsionale si rivela troppo basso?

Si configura un insufficiente versamento, sanzionabile; si può rimediare con il ravvedimento operoso, pagando sanzione ridotta e interessi. Per questo il previsionale va usato solo con una stima fondata su un forecast, non su una speranza.

I soggetti ISA versano gli acconti in modo diverso?

Cambia la ripartizione: due rate di pari importo (50% e 50%) invece del 40/60 ordinario. Le date restano le stesse. La regola riguarda i soggetti che applicano gli ISA e i soci delle relative società trasparenti.

Fonti

  • Art. 17 DPR 435/2001 (termini di versamento di saldo e acconti)
  • Art. 58 D.L. 124/2019, conv. L. 157/2019 (due rate di pari importo, 50/50, per i soggetti ISA)
  • Art. 9-bis, comma 6, D.L. 50/2017 (cause di esclusione dagli ISA: limite di ricavi 5.164.569 euro)

Contenuto rivisto da Daniele Chiari, CFO.

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