Blog › Rating e rapporto con la banca
Centrale dei Rischi: come leggerla
27 luglio 2026 · Aggiornato il 5 agosto 2026
Scritto da Sonia Milan · Revisione di Daniele Chiari, CFO
Prima di concederti credito, ogni banca consulta la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia: la fotografia mensile di tutti i tuoi affidamenti presso tutti gli intermediari. La cosa paradossale è che molte PMI non l'hanno mai vista, pur avendo il diritto di riceverla gratis. Vederla con gli occhi della banca, prima della banca, è uno dei gesti a più alto rendimento che un CFO possa fare: qui vediamo come richiederla e, soprattutto, come leggerla.
Cosa è e chi ci finisce
La Centrale dei Rischi (CR) è la base dati della Banca d'Italia in cui banche e società finanziarie segnalano ogni mese le posizioni di credito dei propri clienti: l'intermediario segnala l'INTERA posizione del cliente quando, a fine mese, il totale dei crediti per cassa e di firma raggiunge i 30.000 euro guardando l'accordato oppure l'utilizzato, quindi basta il maggiore dei due: anche un fido da 30.000 mai toccato fa scattare la segnalazione di tutte le linee, comprese le più piccole, mentre i crediti in sofferenza e i passaggi a perdita si segnalano da 250 euro in su (la Circolare 139 dice «pari o superiore»). Non è una lista nera: è la mappa di TUTTI i rapporti di credito, buoni e cattivi. Ogni intermediario vede la posizione globale del cliente verso il sistema, non solo la propria.
Come richiederla (gratis)
L'accesso ai propri dati è un diritto ed è gratuito: si richiede dal Portale Servizi online della Banca d'Italia, che dal 2026 è il canale telematico unico; la richiesta la presenta il legale rappresentante o un delegato. Il documento arriva come PDF con lo storico delle rilevazioni. Il consiglio operativo migliore, però, è un altro: le imprese possono attivare gratuitamente un abbonamento che recapita i dati CR ogni mese sulla PEC aziendale. Così la lettura diventa un'abitudine e non un'emergenza.
Le tre colonne che contano
| Voce | Cosa indica | Come leggerla |
|---|---|---|
| Accordato (e accordato operativo) | Il fido deliberato dalla banca, e la parte effettivamente utilizzabile in base al contratto | La capienza di credito che il sistema ti riconosce: lo sconfino si misura sull'operativo |
| Utilizzato | Quanto ne stai effettivamente usando | Il tuo assorbimento reale di credito, mese per mese |
| Sconfinamento (valore derivato) | L'utilizzo oltre l'accordato operativo: non è una classe di dati segnalata, si legge dalla differenza fra le due colonne precedenti | Il segnale peggiore insieme alle sofferenze: anche piccolo, pesa |
Le posizioni sono divise per categorie di censimento: rischi autoliquidanti (anticipi su fatture e portafoglio), rischi a scadenza (mutui e finanziamenti con piano), rischi a revoca (fidi di conto), più le garanzie e le eventuali sofferenze. Le garanzie stanno in sezioni distinte e vanno lette con attenzione: i crediti di firma sono le fideiussioni che la banca ha rilasciato per tuo conto, mentre le garanzie ricevute sono, malgrado il nome, quelle che TU hai prestato: la Banca d'Italia le definisce come le garanzie che l'intermediario riceve dal soggetto segnalato (il garante, cioè tu) in favore di un altro soggetto (il garantito) a cui ha concesso un finanziamento. Il nome è scritto dal punto di vista della banca, e per questo trae in inganno chi legge il proprio prospetto. Non sono esposizione per cassa, e infatti non vanno sommate agli affidamenti, ma sono impegni reali: le banche li contano nel quadro complessivo, quindi vanno letti a parte, non ignorati. Attenzione anche all'unità di misura: nel prospetto che la Banca d'Italia restituisce all'impresa gli importi delle rilevazioni mensili sono espressi in EURO, non in migliaia. Altri tabulati che circolano fra intermediari possono usare convenzioni diverse: se il documento non arriva dalla Banca d'Italia, verifica l'unità prima di leggerlo.
Cosa guarda la banca nella tua CR
- Sconfini: presenza, importo e soprattutto PERSISTENZA. Uno sconfino occasionale rientrato capita; lo stesso sconfino per tre mesi consecutivi racconta tensione di cassa.
- Utilizzo vicino al limite: un utilizzato stabilmente prossimo all'accordato viene letto come fido saturo, anche senza sconfinare (nella prassi si usa come campanello la soglia del 90%, che è una regola pratica, non un parametro ufficiale).
- La dinamica: un utilizzato che cresce mentre l'accordato resta fermo dice che il sistema non ti sta allargando il credito.
- Il numero di banche e la distribuzione: tante piccole posizioni tese pesano più di una grande gestita bene.
- Le sofferenze e i crediti scaduti: quelli, ovunque siano, li vedono tutti.
I dati CR viaggiano con un ritardo tecnico: gli intermediari segnalano entro il 25 del mese successivo alla rilevazione e i dati diventano consultabili nei giorni seguenti. Ma alcuni eventi non aspettano il giro mensile: il passaggio a sofferenza, il suo venir meno e il rientro da sconfinamenti protratti viaggiano con rilevazioni infra-mensili. E chi ti valuta consulta le ultime 36 rilevazioni, cioè tre anni di storia: uno sconfino di oggi si legge a lungo, prevenirlo vale molto più che spiegarlo dopo.
Un prospetto letto riga per riga
Il modo pratico di leggerla è per categoria, calcolando l'utilizzo in percentuale dell'accordato operativo. Un esempio di azienda con tre linee.
| Categoria | Accordato operativo | Utilizzato | Utilizzo |
|---|---|---|---|
| Rischi autoliquidanti (anticipo fatture) | 200.000 € | 184.000 € | 92% |
| Rischi a revoca (fido di conto) | 100.000 € | 96.000 € | 96% |
| Rischi a scadenza (mutuo) | 500.000 € | 500.000 € | 100% |
| Totale | 800.000 € | 780.000 € | 97,5% |
Il totale del 97,5% sembra allarmante e non lo è: la riga dei rischi a scadenza sta al 100% per costruzione. Non perché il mutuo non venga rimborsato, ma perché la Banca d'Italia chiede di riallineare l'accordato al debito a scadere in linea capitale mano a mano che l'ammortamento procede: accordato e utilizzato coincidono per definizione. Quando nel totale c'è un mutuo, quindi, la percentuale complessiva non dice nulla. La riga del mutuo però si legge eccome, e in un modo solo: se l'utilizzato SUPERA l'accordato non è un fido sforato, sono rate scadute e in mora, il segnale più grave dell'intero prospetto. Verificato che lì ci sia esattamente 100%, la tensione si legge nelle prime due righe: un anticipo fatture al 92% lascia poco spazio a una punta di fatturato, e un fido di conto al 96% è la riga che un gestore guarda per prima. Nessuno dei due è uno sconfino, e per questo passano inosservati a chi cerca solo i numeri rossi.
Prima di chiedere credito nuovo, guarda queste percentuali e chiediti come le leggerebbe un estraneo. Se il fido di conto è al 96% da mesi, la richiesta di un fido più grande verrà letta come la richiesta di coprire un buco, non come una crescita da finanziare. Sistemare la fotografia prima di chiedere vale più di qualunque presentazione.
Errori tuoi da correggere, errori loro da contestare
C'è poi un obbligo che quasi nessuno conosce: quando l'intermediario ti classifica a sofferenza deve informarne per iscritto te e gli eventuali coobbligati, garanti e soci illimitatamente responsabili compresi. L'informativa deve essere PREVENTIVA solo quando il cliente è un consumatore (art. 125, comma 3, del Testo Unico Bancario); per le imprese la comunicazione è comunque dovuta, ma può arrivare dopo. Non riceverla è già un'anomalia da contestare, e la classificazione a sofferenza, ricorda la Banca d'Italia, presuppone una valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente: non può discendere da un singolo ritardo di pagamento.
La CR va letta anche per trovare gli errori di segnalazione: capita che un fido revocato risulti ancora attivo, o che una posizione chiusa continui a comparire. Le segnalazioni errate si contestano per iscritto all'intermediario che le ha prodotte (e, se non corregge, ci sono i canali di reclamo): una segnalazione sbagliata può bloccare il credito esattamente come una vera.
La CR è metà del tuo rating: la parte andamentale. L'altra metà è il bilancio, e su entrambe si può lavorare: Come migliorare il rating MCC →
Domande frequenti
Come si richiede la Centrale dei Rischi della propria azienda?
La Centrale dei Rischi si richiede dal Portale Servizi online della Banca d'Italia, canale telematico unico dal 2026: la richiesta la presenta il legale rappresentante o un delegato ed è gratuita. La risposta arriva di norma entro 30 giorni, che diventano 90 quando la richiesta è presentata da un delegato per conto di una persona giuridica: è il motivo per cui chiederla la settimana prima di andare in banca non funziona. In alternativa le imprese possono attivare un abbonamento gratuito che invia i dati CR ogni mese sulla PEC aziendale.
Cosa significa sconfinamento in Centrale Rischi?
È l'utilizzo di credito oltre l'accordato (o oltre la scadenza). È tra i segnali peggiori: gli intermediari lo vedono per mesi e la persistenza pesa più dell'importo. Uno sconfino ripetuto per più rilevazioni consecutive racconta tensione di cassa al sistema bancario.
Da quale importo si viene censiti in Centrale Rischi?
La soglia dei 30.000 euro si applica alla posizione COMPLESSIVA del cliente verso quell'intermediario, non al singolo affidamento: se il totale a fine mese la raggiunge, viene segnalata l'intera posizione, comprese le linee più piccole. I crediti in sofferenza e i passaggi a perdita si segnalano da 250 euro in su.
Le garanzie contano come debito in Centrale Rischi?
Non sono esposizione per cassa e non vanno sommate agli affidamenti, ma non sono neutre: i crediti di firma (fideiussioni rilasciate dalla banca per tuo conto) e le garanzie che hai prestato come garante per terzi sono impegni potenziali che le banche leggono e valutano. Vanno considerati a parte, mai ignorati.
Ogni quanto si aggiornano i dati della Centrale Rischi?
La rilevazione ordinaria è mensile: gli intermediari inviano entro il 25 del mese successivo e i dati sono consultabili poco dopo. Alcuni eventi (passaggio a sofferenza e suo venir meno, rientro da sconfinamenti protratti) viaggiano però con rilevazioni infra-mensili. Chi ti valuta vede le ultime 36 rilevazioni: tre anni di storia, non solo l'ultima fotografia.
Quale utilizzo dei fidi è considerato normale in Centrale dei Rischi?
Si legge per categoria, mai sul totale. Il totale non dice nulla, perché la riga dei rischi a scadenza sta al 100% per costruzione: la Banca d'Italia chiede di riallineare l'accordato al debito a scadere mano a mano che il mutuo si ammortizza. Su quella riga, però, un utilizzato che SUPERA l'accordato non è uno sconfino qualsiasi: sono rate scadute e in mora. La tensione si legge invece negli autoliquidanti e nei rischi a revoca, dove la prassi usa come campanello il 90% di utilizzo: è una convenzione degli operatori, non un parametro ufficiale.
Cosa posso fare se trovo un errore nella mia Centrale Rischi?
Contestarlo per iscritto all'intermediario che ha prodotto la segnalazione, chiedendone la rettifica; l'intermediario è tenuto a correggere le segnalazioni errate. Una segnalazione sbagliata può bloccare il credito come una vera, quindi va contestata subito.
Fonti
- Banca d'Italia, Circolare 139/1991, cap. II sez. 6: soglie di censimento su accordato o utilizzato, rischi autoliquidanti e crediti scaduti, riallineamento dell'accordato nei rimborsi rateali
- Banca d'Italia, Circolare 139/1991 (Centrale dei Rischi): soglie di censimento, 36 rilevazioni, flusso di ritorno
- Banca d'Italia, Il prospetto della Centrale dei rischi: guida alla lettura (importi in euro)
- Banca d'Italia, accesso ai dati della Centrale dei Rischi: tempi di risposta di 30 giorni, 90 per il delegato di persona giuridica
Contenuto rivisto da Daniele Chiari, CFO.
Continua a leggere
- Covenant bancari: cosa sono e come non violarli
I covenant di finanziamento: le soglie tipiche di DSCR e PFN/EBITDA, perché le definizioni contano più delle soglie e cosa fare prima di violarne uno.
- Piano di ammortamento alla francese: come funziona
Come funziona il piano di ammortamento alla francese: rata costante, quota capitale e interessi, la formula e un esempio completo su 100.000 euro.
- Leasing o mutuo? Come scegliere per un investimento
Leasing finanziario e mutuo a confronto per una PMI: proprietà e garanzie, effetto su bilancio e indici, deducibilità e durata minima fiscale, e come decidere.
