Forecast di cassa a 13 settimane: come si costruisce
17 luglio 2026
Scritto da Sonia Milan · Revisione di Daniele Chiari, CFO
Il forecast di cassa a 13 settimane è la previsione, settimana per settimana, di quanto entrerà e uscirà dai conti dell'azienda nei prossimi tre mesi circa, per sapere in anticipo quale sarà il saldo di cassa e quando rischi di andare in tensione. È lo strumento operativo con cui una PMI smette di gestire la liquidità a vista e comincia a vedere i buchi prima che arrivino, quando c'è ancora tempo per rimediare.
Che cos'è il forecast di cassa a 13 settimane
È un modello di cassa (non di competenza): registra i movimenti nel momento in cui i soldi entrano ed escono davvero, non quando maturano contabilmente. Parte dal saldo di cassa di oggi e, settimana dopo settimana, somma gli incassi attesi e sottrae le uscite previste, mostrando il saldo progressivo. È un modello «rolling»: ogni settimana l'orizzonte scorre in avanti, così la previsione resta sempre di 13 settimane e sempre aggiornata.
Perché proprio 13 settimane
Tredici settimane sono un trimestre: un orizzonte abbastanza lungo da vedere arrivare gli eventi importanti (le rate dei finanziamenti, gli stipendi, gli F24, gli incassi grossi) e abbastanza corto da poter stimare le date con precisione. È lo standard della tesoreria operativa proprio per questo equilibrio: oltre il trimestre le stime diventano vaghe, sotto il mese non si vede abbastanza avanti per agire.
Come si costruisce, passo per passo
- Parti dal saldo di cassa iniziale: quanto hai davvero in banca oggi, sommando i conti correnti.
- Distribuisci gli incassi attesi sulle settimane in cui arriveranno davvero: ogni partita aperta dei clienti va messa alla sua data di incasso reale, non alla scadenza teorica della fattura.
- Distribuisci le uscite previste: fornitori, stipendi e contributi, rate dei finanziamenti, scadenze fiscali (F24) e IVA, ciascuna nella settimana in cui cade.
- Calcola il saldo progressivo: per ogni settimana, saldo finale = saldo della settimana precedente + incassi − uscite.
- Confronta il saldo con la tua linea di fido: il punto critico non è solo quando il saldo va sotto zero, ma quando si avvicina al limite dell'affidamento.
- Aggiorna il modello ogni settimana (rolling): sposti l'orizzonte in avanti e correggi le stime con quello che è successo davvero.
Quali elementi includere
- Il saldo di cassa iniziale reale, non quello contabile.
- Gli incassi dai clienti, alla data di pagamento effettiva (in base al comportamento storico, non alla scadenza teorica).
- Le uscite ricorrenti e certe: stipendi, contributi, rate dei finanziamenti, affitti, utenze.
- Le scadenze fiscali del periodo: F24, acconti, saldi IVA.
- Un margine per gli imprevisti, perché una previsione troppo ottimistica è peggio di nessuna previsione.
- La linea di fido disponibile, per sapere quanto cuscinetto hai davvero prima di trovarti bloccato.
Il forecast vale quanto è realistico. L'errore più comune è mettere gli incassi alla scadenza teorica della fattura: se un cliente paga di solito a 90 giorni, va messo a 90 giorni, non a 30. Un modello costruito sui tempi di pagamento reali è ciò che distingue una previsione utile da un esercizio di ottimismo.
Forecast a breve e pianificazione annuale: non sono la stessa cosa
Il forecast a 13 settimane e il budget annuale rispondono a domande diverse. Il budget annuale (e il budget economico) ragiona per competenza e su orizzonte lungo: serve a impostare obiettivi, margini e investimenti dell'anno. Il forecast di cassa a 13 settimane ragiona per cassa e su orizzonte corto: serve a garantire che, settimana per settimana, ci siano i soldi per pagare. Uno non sostituisce l'altro: il budget dice dove vuoi arrivare, il forecast dice se arrivi a fine mese.
Un esempio
Un'azienda con saldo iniziale di 30.000 euro e una linea di fido di 50.000. Ecco le prime settimane del forecast (importi in euro).
| Settimana | Incassi | Uscite | Saldo finale |
|---|---|---|---|
| Iniziale | - | - | 30.000 |
| Settimana 1 | 40.000 | 55.000 | 15.000 |
| Settimana 2 | 20.000 | 30.000 | 5.000 |
| Settimana 3 | 10.000 | 35.000 | -20.000 |
| Settimana 4 | 50.000 | 20.000 | 10.000 |
| Settimana 5 | 25.000 | 22.000 | 13.000 |
La settimana 3 va a −20.000: il saldo è negativo, coperto solo grazie al fido, che per quella settimana viene usato per 20.000 dei 50.000 disponibili. Il punto è che questo si vede con tre settimane di anticipo: c'è tutto il tempo per sollecitare l'incasso previsto nella settimana 4, o per spostare in avanti una delle uscite della settimana 3, ed evitare del tutto di intaccare l'affidamento. Senza il forecast, lo stesso buco lo scopriresti il lunedì della settimana 3, quando le opzioni sono molte meno.
Come si leggono gli scostamenti
Il forecast non finisce quando lo costruisci: la parte che conta è confrontarlo, settimana dopo settimana, con quello che è successo davvero. Se la cassa effettiva è più bassa del previsto, la domanda giusta è: è un problema di tempistica (un incasso è slittato, ma arriverà) o strutturale (i ricavi non stanno coprendo i costi)? La prima si corregge spostando le date; la seconda no, e va affrontata come un problema di redditività o di struttura del debito. Analizzare gli scostamenti serve anche a tarare meglio il modello: se un cliente paga sistematicamente più tardi di come lo hai previsto, correggi la sua data di incasso per le settimane successive.
Gli errori più comuni
- Mettere gli incassi alla scadenza teorica invece che ai tempi di pagamento reali: fa sembrare la cassa più solida di quanto sia.
- Costruirlo una volta e non aggiornarlo: un forecast fermo invecchia in pochi giorni e smette di proteggerti.
- Guardare solo il saldo sopra o sotto zero, ignorando la distanza dal limite del fido: la tensione comincia prima dello zero.
- Confondere il forecast di cassa con il budget economico: si può essere in utile e comunque restare senza liquidità.
Il forecast ti dice quando la cassa si stringe; il DSCR ti dice se il debito, in prospettiva, è sostenibile. Sono due facce dello stesso controllo: DSCR sotto 1: cosa significa e cosa fare →
Domande frequenti
Come si costruisce un forecast di cassa a 13 settimane per una PMI?
Si parte dal saldo di cassa reale di oggi, si distribuiscono gli incassi attesi dai clienti alle loro date di pagamento effettive e le uscite (fornitori, stipendi, contributi, rate, F24 e IVA) nelle settimane in cui cadono, e si calcola il saldo progressivo settimana per settimana. Il modello va aggiornato ogni settimana in modo rolling, così l'orizzonte resta sempre di 13 settimane.
Quali elementi bisogna includere in un modello di cash flow previsionale a 13 settimane?
Il saldo di cassa iniziale reale; gli incassi dai clienti alla data di pagamento effettiva; le uscite ricorrenti (stipendi, contributi, rate dei finanziamenti, affitti, utenze); le scadenze fiscali (F24, acconti, IVA); un margine per gli imprevisti; e la linea di fido disponibile, per sapere quanto cuscinetto hai prima di restare bloccato.
Che differenza c'è tra il forecast di cassa a breve e la pianificazione finanziaria annuale?
Il forecast a 13 settimane ragiona per cassa e su orizzonte corto: serve a garantire che ci siano i soldi per pagare, settimana per settimana. La pianificazione annuale (budget economico e finanziario) ragiona per competenza e su orizzonte lungo: fissa obiettivi, margini e investimenti dell'anno. Sono complementari, non alternativi.
Quali strumenti o software servono per gestire il forecast di cassa a 13 settimane?
Si può partire da Excel, e per un'azienda semplice può bastare. Il limite arriva quando le partite aperte sono tante e cambiano ogni giorno: lì un software che le importa e ricalcola il saldo da solo evita il lavoro manuale e gli errori di riporto, e permette di aggiornare il forecast in modo davvero rolling.
Come si interpretano gli scostamenti tra il forecast di cassa previsto e quello effettivo?
Confrontando ogni settimana previsto e consuntivo e chiedendosi se lo scostamento è di tempistica (un incasso slittato, che arriverà) o strutturale (i ricavi non coprono i costi). Il primo si corregge spostando le date; il secondo va affrontato come problema di redditività o di struttura del debito. L'analisi serve anche a ritarare le date di incasso dei clienti nel modello.
13 settimane bastano per il Codice della crisi?
Tredici settimane sono l'orizzonte operativo di breve. Per il monitoraggio richiesto dal Codice della crisi la verifica prospettica di sostenibilità è ad almeno 12 mesi: il forecast a 13 settimane è lo strumento quotidiano, la previsione a 12 mesi quello di compliance. I due si integrano nello stesso sistema di adeguati assetti.
Fonti
- Art. 2086 codice civile
- D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza)
Contenuto rivisto da Daniele Chiari, CFO.
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