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Budget di tesoreria: guida ed esempio pratico

16 luglio 2026

Scritto da Sonia Milan · Revisione di Daniele Chiari, CFO

Il budget di tesoreria è la previsione degli incassi e dei pagamenti futuri, periodo per periodo, per sapere in anticipo quale sarà il saldo di cassa. A differenza del budget economico (che ragiona per competenza), il budget di tesoreria ragiona per cassa: conta quando i soldi entrano ed escono davvero, non quando maturano. È lo strumento con cui si smette di scoprire i buchi di liquidità quando sono già arrivati e si comincia a vederli con settimane, o mesi, di anticipo.

A cosa serve davvero

Serve a rispondere in anticipo alla domanda più importante per chi gestisce un'impresa: «tra quattro settimane, tra due mesi, avrò abbastanza cassa per pagare stipendi, fornitori e F24?». Un'azienda può essere in utile e comunque restare senza liquidità, se incassa a novanta giorni e paga a trenta: il conto economico dice che guadagni, la cassa dice che non ce la fai. Il budget di tesoreria è ciò che tiene insieme le due cose.

È anche uno degli strumenti che gli adeguati assetti (art. 2086 del codice civile) richiedono per rilevare per tempo una tensione finanziaria: la previsione di cassa è di norma il primo indicatore che si muove quando qualcosa non va.

Budget di tesoreria e budget economico: non sono la stessa cosa

Il budget economico registra ricavi e costi per competenza, cioè nel momento in cui maturano: una fattura emessa a dicembre è ricavo di dicembre, anche se il cliente paga a marzo. Il budget di tesoreria registra gli stessi movimenti per cassa: quell'incasso pesa a marzo, quando i soldi entrano davvero. È esattamente la ragione per cui un'azienda redditizia può trovarsi a corto di liquidità: l'utile è competenza, gli stipendi si pagano in cassa.

Come si costruisce, passo per passo

  1. Parti dal saldo di cassa iniziale: quanto hai davvero in banca oggi, sommando i conti correnti.
  2. Elenca gli incassi attesi periodo per periodo, mettendo ogni partita aperta dei clienti alla sua data di incasso reale, non alla scadenza teorica della fattura. Se un cliente paga di solito a novanta giorni, è a novanta giorni che va messo.
  3. Elenca i pagamenti attesi: fornitori, stipendi e contributi, rate dei finanziamenti e le scadenze fiscali (F24) del periodo. Le uscite ricorrenti e certe vanno inserite per prime.
  4. Per ogni periodo calcola il saldo finale = saldo iniziale del periodo + incassi − pagamenti. Il saldo finale di un periodo diventa quello iniziale del successivo.
  5. Aggiorna il budget con cadenza fissa (rolling): ogni settimana l'orizzonte scorre in avanti di una settimana, così la previsione resta sempre attuale.

Un budget di tesoreria vale quanto è realistico. Se dai per scontato che i clienti paghino alla scadenza teorica, sottostimi i giorni di incasso e sovrastimi la cassa: il buco che ti sembra lontano è in realtà più vicino. Meglio partire dal comportamento di pagamento reale, storico, di ciascun cliente.

Un esempio numerico completo

Prendiamo una piccola impresa con un saldo di cassa iniziale di 20.000 euro e un orizzonte di quattro settimane.

SettimanaIncassiPagamentiSaldo finale
Iniziale--20.000
Settimana 115.00012.00023.000
Settimana 2018.0005.000
Settimana 303.0002.000
Settimana 425.000027.000

Il quadro sembra tranquillo se si guarda solo l'inizio (20.000) e la fine (27.000). Ma la lettura settimana per settimana racconta un'altra storia: la settimana 2, con il pagamento degli stipendi (18.000) e nessun incasso, porta il saldo a 5.000, e la settimana 3 a soli 2.000. È il punto critico. Se l'incasso da 25.000 della settimana 4 slittasse anche solo di pochi giorni, o se una spesa imprevista arrivasse nella settimana 3, l'azienda finirebbe sotto zero. Il budget serve proprio a vedere questo prima che accada, quando c'è ancora tempo per sollecitare un incasso o rinviare un'uscita.

Ogni quanto aggiornarlo

La regola è l'aggiornamento rolling: la previsione non è un documento che si fa una volta l'anno, ma una fotografia che scorre. Per l'operatività di breve la prassi guarda alle classiche tredici settimane con aggiornamento settimanale; per il monitoraggio richiesto dal Codice della crisi si ragiona su almeno dodici mesi prospettici. Nei periodi tesi conviene stringere la cadenza, anche ogni pochi giorni, finché la tensione non rientra.

Cosa fare se il saldo previsto va in negativo

Il valore del budget è tutto qui: se vedi il rosso in anticipo, hai tempo per agire. Le leve, in ordine di rapidità:

  • Anticipa gli incassi: solleciti puntuali, sconti per pagamento anticipato, anticipo fatture in banca.
  • Rinvia le uscite rinviabili: sposta i pagamenti non essenziali oltre il punto critico, quando si può fare senza costi o penali.
  • Usa o rinegozia i fidi: una linea di credito serve esattamente a coprire i picchi di fabbisogno di breve.
  • Se il buco è strutturale e ricorrente, la tempistica non basta: lì il problema è di redditività o di struttura del debito, e va affrontato come tale.

Gli errori più comuni

  • Confondere utile e cassa: il conto economico può essere in attivo mentre la cassa è a secco.
  • Usare le scadenze teoriche invece dei tempi di incasso reali: è l'errore che fa sembrare la cassa più solida di quanto sia.
  • Fare il budget una volta e non aggiornarlo: una previsione ferma invecchia in fretta e smette di proteggerti.
  • Guardare solo il saldo iniziale e finale, ignorando i picchi intermedi: il buco spesso è a metà orizzonte, non agli estremi.
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Se dal budget vedi che la cassa non basta a coprire le rate, è il momento di guardare un indicatore preciso: DSCR sotto 1: cosa significa e cosa fare

Domande frequenti

Cos'è il budget di tesoreria?

È la previsione mese per mese (o settimana per settimana) delle entrate e delle uscite di cassa: serve a sapere in anticipo se la liquidità basterà a coprire stipendi, fornitori, imposte e rate. È lo strumento con cui si evita di scoprire un buco di cassa quando è già arrivato.

Che differenza c'è tra budget di tesoreria e budget economico?

Il budget economico ragiona per competenza (ricavi e costi quando maturano); il budget di tesoreria ragiona per cassa (soldi quando entrano ed escono davvero). Un'azienda può essere in utile e comunque a corto di cassa se incassa a 90 giorni e paga a 30.

Ogni quanto si aggiorna?

Idealmente in modo rolling, almeno settimanale per l'orizzonte breve (le classiche 13 settimane) e mensile per quello più lungo, così la previsione resta sempre attuale. Nei periodi di tensione conviene aggiornarlo anche più spesso.

Bastano 3 mesi di orizzonte?

Tre mesi sono il minimo utile per l'operatività quotidiana. Per il monitoraggio richiesto dal Codice della crisi la prassi guarda ad almeno 12 mesi prospettici, con strumenti di pianificazione più completi.

Cosa fare se il saldo previsto va in negativo?

Le leve classiche sono: anticipare gli incassi (solleciti, sconti per pagamento anticipato, anticipo fatture), rinviare le uscite rinviabili, usare o rinegoziare i fidi. La cosa più importante è accorgersene con settimane di anticipo: per questo il budget si fa prima, non dopo.

Serve un software o basta Excel?

Si può partire da Excel. Il limite arriva quando le partite aperte sono tante e cambiano ogni giorno: lì un software che le importa e aggiorna il saldo da solo evita il lavoro manuale e gli errori di riporto.

Fonti

  • Art. 2086 codice civile
  • D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza)

Contenuto rivisto da Daniele Chiari, CFO.

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