
La commissione si paga sull'accordato, gli interessi solo su quello che usi: per questo un fido troppo grande costa anche quando resta fermo. Qui vedi quanto paghi davvero sul denaro che impieghi per davvero. Gratis, senza registrazione.
Il calcolo usa l'utilizzo MEDIO dell'anno: gli interessi reali si calcolano sui numeri debitori per valuta, giorno per giorno, quindi il risultato è una stima di confronto, non l'estratto conto. Restano fuori gli eventuali sconfinamenti oltre il fido e la commissione di istruttoria veloce, che per legge è un importo fisso commisurato ai costi medi dell'istruttoria, non è dovuta quando lo sconfinamento serve a pagare la banca stessa e non può essere applicata quando lo sconfinamento nasce dalla riduzione o dalla revoca del fido. Il conto assume infine il fido in essere per quattro trimestri interi con accordato invariato: la commissione decorre da quando il fido è operativo, non dalla delibera, quindi su un fido concesso in corso d'anno vanno contati solo i trimestri effettivi.
Il costo effettivo si calcola sommando gli interessi sull'utilizzo medio e la commissione onnicomprensiva sull'accordato, e dividendo il totale per l'utilizzo medio, cioè per il denaro davvero impiegato. È diverso dal tasso: la commissione si paga anche sulla parte di fido che non usi, quindi più il fido è largo rispetto al fabbisogno, più il costo effettivo si allontana dal tasso nominale.
No: la commissione onnicomprensiva si paga sull'accordato e non sull'utilizzato, quindi un fido molto più ampio del fabbisogno è un costo fisso ogni trimestre per una disponibilità che resta ferma. Con 100.000 euro accordati, commissione dello 0,25% a trimestre e tasso del 9%, chi usa in media 40.000 euro paga un costo effettivo dell'11,5% sul denaro impiegato, chi ne usa 10.000 arriva al 19%.
La commissione onnicomprensiva non può superare lo 0,5% per trimestre della somma messa a disposizione: lo prevede l'art. 117-bis del Testo Unico Bancario, attuato dal decreto CICR 644/2012, che ammette come unici oneri dell'affidamento quella commissione e il tasso sulle somme utilizzate. Le clausole difformi sono nulle, e la vecchia commissione di massimo scoperto non esiste più.
Il fido si dimensiona sul picco negativo previsto dal forecast di cassa, più un margine di sicurezza, non sul caso peggiore immaginabile. Serve a coprire gli sfasamenti brevi fra uscite ed entrate: se il conto non torna mai sopra zero, il problema non è la dimensione del fido ma un buco strutturale, che va trasformato in debito con un piano di rimborso.
Gli interessi si pagano solo sulle somme utilizzate e sui giorni di utilizzo per valuta. La commissione, invece, si paga sull'intero accordato: è il costo del posto riservato, e si paga anche nei trimestri in cui il fido resta inutilizzato.
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Il fido di cassa per chi lo usa: come funziona, perché un fido troppo grande costa anche se non lo usi, l'uso che piace alle banche e la revoca.