
La PFN è il debito che resterebbe se usassi tutta la cassa per rimborsarlo. Entrano solo i debiti finanziari, compresi i finanziamenti dei soci; i fornitori no. Gratis, senza registrazione.
Debiti finanziari (lettera D del passivo)
Liquidità e margine
I fornitori non entrano. Sono circolante commerciale: includerli gonfia la posizione netta e rende impossibile il confronto con le soglie dei covenant. Per lo stesso motivo i finanziamenti dei soci, che spesso vengono dimenticati, invece ci vanno: la società dovrà restituirli.
Si sommano i debiti finanziari (verso banche, obbligazioni, altri finanziatori come leasing e factoring, e i finanziamenti dei soci) e si sottrae la liquidità, cioè depositi bancari e denaro in cassa. Il risultato è la PFN: il debito che resterebbe se si usasse tutta la cassa disponibile per rimborsarlo.
No, ed è l'errore più frequente. I debiti verso fornitori sono circolante commerciale, non debito finanziario: includerli gonfia la posizione netta e la leva, e rende impossibile qualsiasi confronto con altre aziende o con le soglie dei covenant bancari. Nella PFN entra solo il debito che ha un tasso e un piano di rimborso.
Sì. Il finanziamento soci è debito finanziario a tutti gli effetti, anche quando non ha una scadenza formale e non produce interessi: la società lo dovrà restituire. Su un'azienda con 200.000 euro di finanziamento soci, escluderlo sottostima la PFN di 200.000 euro e con essa il rapporto PFN/EBITDA che decide un covenant.
Nella prassi italiana una PFN positiva indica indebitamento netto, cioè i debiti finanziari superano la liquidità; una PFN negativa indica cassa netta, cioè liquidità superiore ai debiti, ed è la situazione migliore. Attenzione: alcuni documenti usano la convenzione opposta, quindi conviene sempre dichiarare quale si sta usando.
Nella prassi bancaria un rapporto fino a 3 è considerato sostenibile, fra 3 e 4 richiede attenzione, sopra 4 è pesante: significa che servirebbero più di quattro anni di margine operativo per azzerare il debito netto. Non sono soglie di legge ma consuetudini, e sono le stesse che le banche scrivono come covenant nei contratti di finanziamento.
L'indebitamento totale somma tutti i debiti, compresi fornitori, fisco e dipendenti. La PFN isola il solo debito finanziario e lo misura al netto della liquidità: dice quanto debito resterebbe usando la cassa disponibile per rimborsarlo. È la misura che usano le banche, ed è molto più bassa dell'indebitamento totale.
No, e un calcolatore fatto bene non lo mostra proprio. Con il denominatore negativo il rapporto non significa nulla, e il numero che ne esce sembra un giudizio senza esserlo. L'EBITDA negativo va letto come un allarme a sé: il debito netto cresce mentre la gestione non genera margine con cui rimborsarlo.
La PFN da sola è una fotografia. Quello che conta è dove sta andando.
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La PFN misura il debito finanziario al netto della liquidità: formula, esempio numerico, il rapporto PFN/EBITDA e gli errori di calcolo comuni.